giovedì 10 settembre 2009

Videocrazia

iE uscito il 4 settembre nelle sale italiane Videocracy, un film di Eric Gandini, italiano di Svezia, che ripercorre i 30 anni della TV commerciale italiana analizzandone l'impatto culturale. Naturalmente il trailer del film, come in una videocrazia che si rispetta, é stato censurato sia dalla RAI che da Mediaset. Per cui ecco che Internet diventa il canale principale per aggirare la censura: ecco il trailer e una breve intervista al regista.

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sabato 5 settembre 2009

Film sulle Mara salvadoregne

Dopo l'assasinio di Poveda mi sono un po' guardato in giro su film e documentari relative alle gang equadoregne sulle quali il regista aveva lavoragto e stava lavorando.
Ecco qualche esempio:
qua sotto trovate un breve documentario sulla Mara Santacrucha (MS13) girato a Llobasco, violenta città di El Salvador.

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Vi é poi il documentario di "Ross Kemp on gang in Salvador" che é una parte della serie di documentari “Ross Kemp tra le gang". Ross Kemp é un attore inglese che si é distinto nel giornalismo investigativo grazie a questa serie di documentari dove egli indaga sulle più pericolose gang del mondo, partendo da Los Angeles e passando per la Bulgaria, il Kenia, il Belize, la Polonia, la Giamaica, il Brasile, el Salvador e altri paesi ancora. Non sono riuscito a scaricare il video ma ecco qui il link: http://www.liveleak.com/view?i=752_1188774683 . Un altro film é hijos de la guerra di Alexandre Fuchs e Samantha Belmont, documentario sulla storia dell' MS13. ( http://www.hijosdelaguerra.com/). Ecco il trailer:

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Un ultimo documentario che propongo é "18street gang story", un reportage sulla storia della gang nata nella diciottesima strada di Los Angeles.

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venerdì 4 settembre 2009

La folle vita




Quattro colpi di pistola. Cosi ieri mattina è stato assassinato il regista Christian Poveda a Tonacatepeque in El Salvador. Presentato l’anno scorso al festival di San Sebastian, “La Vida Loca” è l’ultimo film del cinquantaquattrenne regista franco-spagnolo. Un film-denuncia diretto con coraggio e che affronta crudemente la tematica delle violente gang criminali salvadoregne, come la Mara 18 o Mara Salvatrucha, che contano in totale più di 30 00 mila affiliati in un complicato network collegato con Los Angeles. Oltre a mostrare la violenza di queste gang, nel suo film Poveda critica apertamente le istituzioni e il ruolo altrettanto violento della polizia salvadoregna.

Cosi viene descritto il film dal sito ArtéFoto, un festival internazionale di fotogiornalismo dove Poveda è stato ospite nel maggio scorso:
“Paragonate alle “marabundas”, fameliche formiche dell’Amazzonia che divorano tutto quello che trovano sul loro cammino e sul modello delle bande giovanili di Los Angeles, le maras stanno seminando il terrore in tutta l’America centrale e in particolare a El Salvador. La Vida Loca è lo studio di un fenomeno di violenza di importazione americana.
Risultato di un’infanzia terribile e piena di odio, odio per coloro che si sono presi tutto senza restituire nulla. L’odio di chi non ha mai avuto niente. L’odio dello sfruttamento, della sottomissione e dell’umiliazione quotidiana. Un odio che è stranamente accattivante, che incarna la disintegrazione della vita familiare all’interno della società salvadoregna e la disperazione in cui questi giovani sono cresciuti.
La Vida Loca è la vita reale di quelle parti: giovani che soffrono, che ci sfidano, che ci guardano con supponenza, che si offendono e che ci detestano. Nonostante questa visione del male nutra le nostre paure e generi incubi, c’è la speranza che questo documentario invochi la nostra compassione e ci porti a interrogare sulla nostra idea del mondo. E così, come animali intrappolati, questa generazione perduta risponde con pessimismo, rivolta e morte. Assenza totale di comunicazione.La Vida Loca è un documentario sulla solitudine umana assoluta”. http://www.artefotofestival.org/ita/fotografi/christian_poveda.html

Ecco il trailer:

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giovedì 3 settembre 2009

Inchiesta sui salari dei top manager



Per ritornare al solito discorso dei salari dei manager allego l’interessante inchiesta pubblicata in giugno da Travail.Suisse. Questa ricerca mette in evidenza gli aumenti degli stipendi dei manager in un contesto di crisi economica e le differenze di salario tra direzione e impiegati. In alcuni casi gli stipendi dei top manager sono aumentati del 50-70%. Sono una decina le imprese dove dei membri della direzione guadagnano 100 volte in più rispetto alla media dei propri impiegati. ABB guadagna l’oscar 2008: in un solo anno la differenza salariale è aumentata del 70%. Travail.Suisse sottolinea come dal 2002 al 2008 i salari dei membri di direzione dei principali gruppi svizzeri siano aumentati in media dell’83% mentre, nello stesso periodo, quelli dei lavoratori “normali” hanno visto un aumento di soli 8.4 punti percentuali. La differenza salariale tra il salario più basso e il salario medio di un membro della direzione è aumentata del 72% in questi 7 anni. Senza commentare lascio il link di questa inchiesta a chi è interessato:
http://www.travailsuisse.ch/fr/system/files/Beilage+2009f.pdf

martedì 1 settembre 2009

Che paura i civilisti!!

Per Ueli Maurer e i suoi collaboratori la principale preoccupazione dell'esercito svizzero é l'aumento dei civilisti.


Berna 27.08.2009, Dipartimento della difesa, conferenza stampa:
“[…] Dobbiamo inoltre tener conto dell'evoluzione nell'ambito del servizio civile! Non vi nascondo che tale evoluzione mi preoccupa. L'abolizione, da parte del Parlamento, dell'esame di coscienza ha provocato incisivi cambiamenti. Dal 2000 al 2008, l'autorità competente per il servizio civile in seno al DFE ha registrato da circa 1600 a circa 2100 richieste l'anno: nei primi quattro mesi dall'entrata in vigore della nuova ordinanza, il 1° aprile di quest'anno, sono già pervenute oltre 3000 richieste! Potenzialmente, la nuova legislazione in materia di servizio civile può provocare una riduzione supplementare degli effettivi dell'esercito nella misura di alcune ulteriori migliaia di militari per classe d'età.”

Mi fa proprio sorridere come Ueli Maurer e Brigitte Rindlisbacher, la nuova segretaria generale del DDPS, siano preoccupati dall’aumento dei giovani civilisti. Se l’esercito ha ragione di esistere (ne ha?), non dovrebbe preoccuparsi di guerre, terrorismo o catastrofi naturali? Sembrerebbe di no: l’esercito si preoccupa dell’aumento dei giovani civilisti. Ma non siete contenti di togliervi dai piedi tutti quei fricchettoni e traditori della patria (come me) che voltano le spalle all’esercito? Già il 2 giugno scorso, il deputato UDC Hans Fehr ha depositato un atto parlamentare dove chiede con preoccupazione al consiglio federale di rimediare alla situazione che vede un inaccettabile aumento di civilisti.
Signor Maurer, signora Rinlisbacher, signor Fehr io ho avuto la grande sfortuna di fare la scuola recluta. E la scuola reclute ha avuto la sfortuna di avere me tra i suoi coscritti. La sola cosa che non rimpiango di questa mia grigia(verde) esperienza è stata quella di aver compreso il funzionamento del sistema militare e di poterlo giudicare senza indugi e non solo per sentito dire. In poche parole, tralasciando le questioni etiche e politiche, si può tranquillamente affermare che l’esercito non è altro che un quotidiano sperpero della pubblica pecunia. Ma questo é un altro discorso.
Per quanto riguarda l’aumento dei civilisti, cari responsabili dell’esercito, non temete. Vi assicuro, signor Maurer, signora Rinlisbacher, signor Fehr che la vostra becera istituzione non ha tratto nessun vantaggio dal mio contributo controcorrente, quasi sabotatore. Cosi come non ne trarrebbe ora dei 3000 civilisti che voi tanto temete. Ve lo dico quasi amorevolmente, persone come me sono più utili alla patria prestando il Servizio Civile piuttosto che obbligarle a perdere il loro tempo e anche di farlo perdere a voi. Non vedo quindi di cosa dobbiate preoccuparvi togliendovi di mezzo tutti coloro che ripugnano o odiano l’esercito, fricchettoni e pacifisti, pappemolli che tirano verso il basso anche chi è motivato a combattere per il suo patrio. Effettivamente questi giovani non sarebbero educati con i vostri lungimiranti metodi pedagogici. Ma in quanto difensori degli interessi economici, non dovreste tralasciare il fatto che l’esercito di civilisti (ossimoro?) è un grande aiuto per quelle istituzioni o piccole attività economiche, che possono assumere utile manodopera ad un costo poco elevato. Quindi, anche nell’interesse della stessa patria e della sua economia, lasciateci fare il Servizio Civile, e lasciate giocare ai soldatini solo chi ne ha veramente voglia.

http://www.admin.ch/aktuell/00089/index.html?lang=it&msg-id=28713&print_style=yes
http://www.parlament.ch/i/suche/pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20095191