mercoledì 12 agosto 2009

Aiuti statali e tetti salariali: due pesi due misure.



“La piazza finanziaria svizzera deve restare competitiva. Lo stato non deve mettere il naso negli affari degli altri.” Per queste (e altre) ragioni, il consiglio degli stati ha deciso ieri di non accettare la proposta che intendeva fissare dei tetti salariali per le banche e le imprese che sono state soccorse dallo Stato.
Nel pieno della crisi finanziaria, nell’autunno scorso, i super bonus furono al centro dell’attenzione dell'opinione pubblica. Tutti, partiti borghesi compresi, indicavano scandalizzati che queste esagerate remunerazioni erano una delle cause principali della crisi. Ora, sappiamo benissimo che queste cause andavano (e vanno) ricercate altrove. La questione dei super bonus ha tuttavia aperto una questione morale: è giusto che, mentre sempre più persone subiscano direttamente le cause della crisi (disoccupazione, potere d’acquisto, perdita di competitività, ecc. ), altre (poche!) vengano premiate in maniera esorbitante per un lavoro svolto male? E accettabile che, mentre lo Stato ha dovuto accendere le sirene dell’ambulanza e correre in fretta e furia al soccorso di una banca come UBS, quest’ultima si permetta di continuare a versare i propri bonus milionari?
Se è giusto o sbagliato sta ad ognuno di noi deciderlo. Fatto strano è che, mentre lo stato è corso al soccorso della banca, lo stesso stato ammetta ora che non è compito suo ficcare il naso negli affari di UBS e nella politica salariale delle imprese private. Inoltre, altro fatto strano, i bonus vengono versati malgrado la situazione della banca è sempre nelle cifre rosse. Il secondo trimestre 2009 di UBS si è in effetti chiuso con una perdita di 1.4 miliardi di franchi. Per ridurre i costi la banca ha tagliato ultimamente 4400 dipendenti. In questo contesto, ecco che settimana scorsa più fonti affermano che UBS ha stanziato 1.7 miliardi di CHF per ricompensare l’arduo lavoro dei suoi menager alla fine dell’anno. Non sono esperto di finanza, ma mi chiedo ingenuamente: dei 6 miliardi di CHF prestati dalla Confederazione (senza citare il ruolo della Banca nazionale) ad UBS, 1.7 vanno ad alimentare bonus salariali di persone già straricche? E normale? E giustificabile? E comprensibile? E semplicemente scandaloso! Ma è anche stramaledettamente normale tanto che al consiglio degli stati tutto ciò sembra non importare. Nel frattempo, Hans-Rudolf Merz ci ricorda che, a proposito delle remunerazione dei menager, sono in corso delle consultazioni per trovare delle regole più restrittive in seno all’autorità di vigilanza dei mercati finanziari, la FINMA. A titolo puramente informativo (!!!) il Consiglio di amministrazione di quest’organo è presieduto da Eugen Haltiner, ex dirigente UBS (Business Group Vice Chairman di UBS nel 2005). Chi ci crede più…

FFF 12.08.2008

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